Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile

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Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile
Borsa Elisabetta Franchi dal design sofisticato e glamour-chic. Questo elegante modello mini è caratterizzato da una morbida superficie in pelle sintetica con una raffinata patta impreziosita dal maxi logo metallico del brand applicato in basso che funge da chiusura a girello. Funzionali sono gli interni foderati e muniti di un singolo taschino a toppa. Maestosa è la tracolla a catena removibile con massima lunghezza di 54 cm che permette di indossarla comodamente a spalla mentre il manico singolo dalla cromia a contrasto permette di indossarla a mano. Stagione: Primavera/Estate 2018 Designer code: BS40A 82E2
Composizione: 100% ECO
Misure in cm: 15x14x6 , 7 ( ? )

Giglio code: A14464 Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile Borsa mini in pelle sintetica con manico e tracolla removibile

Più del Galaxy S8, il vero banco di prova per Samsung è il  Galaxy Note 8 . Il successore di quello che sarà ricordato come lo smartphone  che prendeva fuoco  ha un compito di certo non facile: innovare il settore dei dispositivi mobili indirizzati a un pubblico più esigente della massa.

Inevitabilmente il Note 8 seguirà una simile logica seppur con qualche chicca studiata apposta per  invogliare all’acquisto anche gli appassionati di tecnologia in generale , magari studenti e nerd, che si ritroveranno a scegliere tra il prossimo top di gamma con Android e il tanto atteso  iPhone 8 .

Nel quinto dialogo trova spazio anche la  teoria dei commons  di Elinor Ostrom, tirata giustamente in ballo da Silvano come  tertium datur  nell’eterna diatriba tra “più Stato” o “più mercato”. Sul punto interviene lucidamente Agata (mentre Max, che a stento avrebbe potuto controbattere davanti all’evidenza dei fallimenti del mercato, esce di scena), sottolineando l’importanza di “sfruttare in modo intelligente gli aspetti complementari tra l’azione statale, il ruolo dei mercati e la gestione dei beni comuni da parte dei cittadini che si auto-organizzano”, ed  il potenziale trasformativo della gestione condivisa dei beni comuni  sul modello stesso di amministrazione locale, “riducendo l’uso della delega e favorendo la creazione e lo sviluppo di forme di democrazia dal basso”.

Nulla è come appare  è un libro che consigliamo quindi a tutti: a chi vuole andare davvero a fondo, pur non avendo studiato economia politica all’università; a chi non si accontenta di critiche “facili”, troppo spesso semplicistiche, al pensiero dominante, né, tanto meno, si lascia abbindolare dall’opprimente e arrogante visione mainstream dell’economia. A chi è disorientato, non essendoci più alcuna corrispondenza biunivoca tra rappresentanza politica e visione economica, ma si rifiuta di accettare in maniera dogmatica l’una o l’altra teoria. A chi vuole capire per partecipare davvero, per tornare ad essere  Zaino in denim con ricami floreali e maxi borchie metalliche
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